Facebook fa schifo se non sai come usarlo!

Facebook fa schifo se non sai come usarlo!

Scopri le ragioni per cui la maggior parte delle aziende non ottiene risultati con Facebook. 

 

Ti faccio una confidenza: questo articolo su Facebook è in cantiere da qualche mese ma non sono mai riuscita a terminarlo… sai il blocco dello scrittore! Stronzate!

Solo  che fino ad oggi non avevo ben chiaro cosa raccontarti di davvero sensato su Facebook come strumento di Web Marketing. Avevo paura di dirti cose già dette.

L’altro problema era la scelta di un titolo che ti stimolasse a leggere e che allo stesso tempo racchiudesse in poche parole il mio messaggio.

In questi giorni non ho fatto altro che pensare al mio futuro lavorativo e alla mia formazione. Da giorni c’è una frase che mi bombarda il cervello ed è “acquisire clienti fa schifo se non sai come farlo”. Si tratta del Tour di Frank Merenda che farà tappa anche qui a Milano e a cui non mancherò. Così questa mattina mi sono svegliata con in testa il titolo giusto per questo articolo: “Facebook fa schifo se non sai come usarlo”.

Spesso mi capita di sentire imprenditori delusi dopo mesi o anni di attività su Facebook che non ha portato risultati.

Ho pensato di suddividerli in tre categorie (le più comuni):

  1. Gli scettici 
  2. I fai da te 
  3. I Disillusi 

Partiamo quindi dalla prima categoria: gli scettici.

La risposta degli scettici di fronte all’idea di utilizzare Facebook è la seguente: “Facebook serve per cazzeggiare. I miei clienti non sono su Facebook e  Secondo me dobbiamo usare Linkedin“.

Una persona a me molto cara sta per intraprendere una collaborazione  con un altro imprenditore. Il settore è quello del design di interni e i progetti che intendono realizzare sono davvero belli ma ancora in fase “embrionale”.

Mi hanno chiesto una consulenza dimostrandomi la loro intenzione ad investire sul web, pertanto dopo aver analizzato alcune cose (delle quali non sto qui ad annoiarti) mi sono decisa e ho proposto loro, tra le altre cose, di aprire una pagina Facebook ricca di contenuti e fare delle campagne di Facebook ADS per la Lead Generation.

La risposta è stata la seguente:

Su Facebook c’è solo gente che cazzeggia. Non ci sono infatti grandi aziende che fanno marketing su Facebook!!!

Voglio sfatare una volta per tutte questo mito per cui Facebook non serve per il marketing ma solo per pubblicare stupidate e voglio fare alcune precisazioni.

La percezione che spesso si ha di Facebook è errata capisco anche da cosa derivi. E’ chiaro che un Non addetto ai lavori, che conosce Facebook Solo come strumento per mettersi in relazione con altre persone,  difficilmente riesca a coglierne le potenzialità o gli altri usi che se ne possono fare.

Partiamo da un dato di fatto: oggi Facebook e Google si contendono il mercato della pubblicità online. Punto. Non esiste nient’altro.

Dire ” i miei clienti non sono su Facebook” è molto comune ma è molto sbagliato: su Facebook c’è anche il manager d’azienda che mentre si rilassa e scorre la sua “home page” potrebbe trovare un tuo annuncio sponsorizzato e decidere di sapere chi sei e chissà, magari decidere anche di contattarti.

E’ sbagliato affermare che le grandi aziende non fanno marketing su Facebook.

Ecco alcuni dati che aiuteranno gli scettici a ricredersi:

  • 21 milioni: sono gli utenti italiani che si connettono a Facebook ogni giorno (*dato aggiornato al 2016);
  • 15%: è l’aumento percentuale che si registra in estate per ciò che riguarda il numero di contenuti condivisi (*dato Italia aggiornato al 2015). Questa la dedico in particolare a chi sospende l’attività sui Social nel mese di Agosto con la convinzione che non serva a nulla e che siano soldi sprecati. 
  • 45 miliardi: sono i messaggi inviati ogni giorno tramite Facebook (*dato aggiornato al 2015);
  • 900 milioni: è il numero di utenti attivi di Facebook Messenger su base mensile (dato aggiornato al 2016);
  • 8 miliardi: il numero di video visualizzati ogni giorno su Facebook (*dato aggiornato al 2016);
  • 30%: è la percentuale di Like provenienti da dispositivo mobile (*dato aggiornato al 2016);
  • 30 milioni: è il numero di aziende che ha una Fan Page di Facebook (*dato aggiornato al 2014);
  • 122%: a tanto ammonta l’incremento nella spesa effettuata dalle aziende per unità di annunci su Facebook anno su anno (*dato aggiornato al 2014);
  • 1,5 milioni: è il numero di aziende che investe in annunci di Facebook;
  • 1 miliardo: sono le ricerche giornaliere effettuate su Facebook;
  • 5,38 miliardi (di dollari)i ricavi realizzati dalle aziende nel primo trimestre del 2016.
  • 82%la percentuale di ricavi del social network (relativa al primo trimestre del 2016) generata dalla vendita di pubblicità in ambito mobile;
  • 1,51 miliardi (di dollari): l’utile netto realizzato da Facebook nel primo trimestre del 2016

SEI ANCORA CONVINTO CHE FACEBOOK NON SERVA PER IL TUO MARKETING?

Passiamo adesso alla seconda categoria, ovvero i fai da te o quelli che “chiamo mio Cuggino”.

I fai da te sono quelli che siccome tutti stanno su Facebook allora ci sto anche io. Eccoli che come schegge impazzite commettono gli errori più assurdi e poi raccolto l’insuccesso, dicono che Facebook fa schifo.

Ora, non voglio tornare sugli errori di base (che sono comunque molto comuni e puoi leggerli in questo mio vecchio articolo Facebook: gli errori che devi evitare come la peste del ‘300 se non vuoi nuocere alla salute della tua azienda e a quella di chi ti segue).

Faccio finta che questi errori non ti appartengano oppure, che avendo letto il mio articolo o il mio libro tu te ne sia stato molto alla larga.

Perciò, dato per scontato che tu abbia aperto una pagina fan e non un profilo privato, ecco i 4 errori + 1 che ti condurranno dritto dritto ad un totale fallimento.

ERRORE 1. Pubblicare contenuti senza continuità (ad esempio pubblichi un contenuto al mese o ogni due o quando te ne ricordi);

ERRORE 2. Pubblicare contenuti non pertinenti: questa sembra una banalità e invece sempre più spesso vedo continui off topic in pagine aziendali. Di recente ho dovuto affrontare la questione con un cliente il quale mi diceva “mettiamo un articolo sui 10 posti da visitare in Italia durante le vacanze”. A quel punto ho risposto “ma sei un agente di viaggi?” La risposta è ovviamente NO, infatti, il business del mio cliente è l’arredamento d’ufficio.  Da quel momento in avanti ho detto NO alla necessità di pubblicare un post il giorno di San Valentino, uno per la festa della donna, uno per la festa della nonna, del papà, della mamma e della zia. Mai fare una cosa perché la fanno gli altri. Spesso a copiare gli altri si copiano anche gli errori.

ERRORE 3. Aver costruito una fan base completamente fuori target: cosa significa? Normalmente fanno tutti così: aprono la pagina Facebook per la promozione della propria azienda e mandano l’invito a tutti i loro contatti senza domandarsi “ha senso che io inviti Tizio o Caio che abitano a 600 km di distanza dalla mia azienda, che li conosco appena e non sono certo che possano essere interessati al mio prodotto o servizio?”.

Di recente un mio parente sta mettendo in piedi un’attività davvero figa e il business è quello del turismo rurale. Una struttura da favola, immersa nel verde e con la vista su uno dei mari più belli della Sardegna. Ho suggerito loro di non riempirsi la pagina fan di Facebook di parenti e amici che in quel mare possono andarci quando vogliono e dove molti di questi posseggono la casa per le vacanze. Infatti queste persone non avranno mai la necessità di un pernottamento da quelle parti ed inoltre, non è assolutamente detto che contribuiscono alla visibilità dell’attività. D’altronde perché dovrebbero?

Per tornare quindi al punto di partenza: una fan base fuori target non ti porterà nessun risultato positivo che vada ad incidere anche solo marginalmente sul tuo fatturato. Non solo, ma c’è un’altra questione delicata. Molti dopo aver creato una fan base fuori target decidono di ampliarla con delle campagne ADS (Facebook Advesrtising) creando un pubblico simile e andando quindi alla ricerca di persone simili a quelle che già hanno sulla pagina. Conseguenza? Uno spreco di denaro e la moltiplicazione del problema.

ERRORE 4. Creare eventi e mandare inviti “Ad Cazzum” (perdona il linguaggio, ma il latino è sempre stato il mio forte, infatti non l’ho mai studiato): il principio è esattamente quello del punto 3 e credo non ci altro da aggiungere.

Organizzare un evento offline e online è una cosa molto buona ma se inviti indistintamente tutti i tuoi contatti (quindi non parlo della tua fan base) non serve a nulla.

Sai, ormai da quasi due anni io vivo in lombardia (in provincia di Monza per essere esatti), qua ho la mia casa, il lavoro e la mia vita. Faccio rientro in Sardegna due volte l’anno e ciò nonostante continuo a ricevere inviti di eventi che si svolgono a Nuoro o a Sassari a cui mai potrò partecipare. Spesso, ti dirò di più, sono eventi a cui non parteciperei nemmeno se mi trovassi fisicamente in Sardegna perché non sono di mio interesse. Anche questo è un aspetto che devi assolutamente prendere in considerazione, altrimenti finirai per indirizzare il tuo evento a persone fuori target rischiando oltretutto di creare fastidio.

Ti racconto un piccolo aneddoto per spiegarti meglio la facceda: in occasione del mio compleanno un imprenditore di un noto negozio di abbigliamento griffato Nuorese mi ha inviato un messaggio privato. Mi regalava uno sconto del 20% se avessi fatto un acquisto in quella giornata. Bè che idea carina penserai tu! Spesso le idee carine se non sono ben indirizzate si trasformano in idee brutte e inutili.

Ecco gli errori: siamo amici perché ha un profilo privato, se si fosse trattato della sua pagina Facebook aziendale non avrebbe auto il mio like perché non ho mai acquistato da lui e non ci acquisterei mai (i suoi capi di abbigliamento griffati costano circa quanto 2/3 del mio stipendio) e poi non vivo più a Nuoro. Questo significa che se anche potessi spendere 2/3 del mio stipendio per un paio di jeans non andrei a Nuoro a spenderli, ma li spenderei a Milano.

ERRORE 5. Infine – si fa per dire – c’è l’utilizzo di Facebook Ads senza alcuna regola o criterio. Il fai da te una mattina si alza e dice “provo a fare una campagna con Facebook per vendere il mio prodotto”. Probabilmente ha letto qualche report qua e là su internet e ha deciso di tentare. Bella l’intraprendenza ma non porta, in questo caso, buoni risultati. Facebook ADS è uno strumento potentissimo ma che richiede determinate competenze, non solo di natura tecnica, per poter mettere in piedi una campagna performante, che converta e porti un ritorno sull’investimento fatto.

Ora passiamo in esame l’ultima categoria: i disillusi, ovvero coloro che sono stati illusi che Facebook sarebbe stata la miniera d’oro ed invece si sono ritrovati con un pugno di mosche. Ma perché accade questo?

Sto cercando in tutto l’articolo di smentire il fatto che Facebook non serve a nulla.  Facebook è in realtà uno strumento che, se usato nel modo corretto, può diventare una macchina che genera contatti.  E allora perché voglio parlarti della categoria dei disillusi? In cosa hanno sbagliato?

Hanno sbagliato nel credere innanzitutto che Facebook fosse lo strumento adeguato a VENDERE il proprio prodotto o servizio. Ti posso garantire che anche questa convinzione è molto diffusa e spesso sono i miei stessi colleghi a contribuire a questa errata convinzione. Lo fanno semplicemente per vendere il loro servizio da web marketer non rendendosi conto di fare un danno al cliente oltre che a se stessi.

Per cui se anche tu ritieni che Facebook serva per vendere e non hai ottenuto risultati, lasciati dire che è del tutto normale che tu non li abbia ottenuti.

Le tue aspettative in questo caso sono ben lontane dalla realtà.

La realtà è infatti è che Facebook NON serve per vendere ma per intercettare e stimolare una domanda latente (per la definizione di domanda latente ti invito a leggere il mio libro Manuale di Web Marketing Per Tutti,)

I disillusi si convincono, o sono stati convinti, che sia sufficiente aprire una pagina Facebook per ottenere una fila di clienti fuori dal proprio negozio. Chi li ha convinti di questo è senza dubbio un gran filibustiere del web marketing.

Facebook inoltre, NON può essere l’unico canale della strategia di web marketing di un’azienda ed è gravissimo pensare che possa esserlo e metterlo in questo al centro di tutto.

Vuoi sapere come utilizzare Facebook nella tua strategia di web marketing?

ACQUISTA SUBITO IL MIO LIBRO “Manuale di Web Marketing Per Tutti”, ti spiego cos’è il web marketing, da dove partire, a cosa serve Facebook, cos’è la Lead Generation e come mettere insieme i migliori strumenti del web per acquisire nuovi clienti. CLICCA QUI PER ACQUISTARLO IN FORMATO EBOOK AD UN PREZZO DAVVERO SIMBOLICO >>>>>>

 

Paola

 

 

 

 

 

Leave a Comment