[Facebook] Gli errori che devi evitare come la peste del ‘300 se non vuoi nuocere alla salute della tua azienda e a quella di chi ti segue!

Ognuno ha i suoi passatempi preferiti, io ne ho uno (tra tanti) che può apparire alquanto singolare o che si potrebbe definire “deformazione professionale”.

Qual è questo passatempo? Guardare come si compartano le aziende su Facebook e segnare in una black list tutti gli errori che fanno.

Ho deciso di raccogliere in questo articolo quelli più comuni e di spiegarti perché non si devono fare!

Al primo posto nella classifica degli errori da evitare come la peste del’300 c’è il profilo privato per la promozione dell’azienda.

Qualche giorno fa sono stata in una gelateria dove vado spesso e dove ho il piacere di gustare un gelato davvero buono e dove si gode anche di un buon servizio, dei sorrisi del personale etc (tutte cose importantissime per un’attività e che non sono per niente scontate). Ad un certo punto, mentre pagavo il mio gelato, noto un riferimento ad una pagina Facebook con un nome davvero carino (nonostante non corrispondesse a quello della gelateria) e domando “questo è il nome della vostra pagina facebook?” risposta – “si, ma siccome non avevo tempo per gestire sia il mio profilo che la pagina, allora ho deciso di chiudere la pagina e di usare il mio profilo!”. L’entusiasmo con cui mi raccontava questo fatto e con il quale mi chiedeva di inviarle la richiesta di amicizia mi ha colpita nel profondo e non mi sono sentita di dirle che stava sbagliando e pure di grosso.

 

Quindi, la scelta del profilo privato al posto della pagina fan, merita il primo posto sia perché è davvero l’errore più comune ed anche perché è il più grave. Ma perché il profilo privato non va bene per le aziende?

Intanto lo dice lo stesso nome:“profilo privato”. Facebook lo ha creato appositamente ed esclusivamente per le persone, mentre per le aziende è stato ideato uno strumento decisamente più adatto che si chiama “pagina fan”.

Facebook raccomanda di “non usare il proprio account personale per ottenere profitti commerciali”.

Ecco alcune delle attività che vengono fatte regolarmente dalle aziende che utilizzano il profilo privato per promuoversi: richiedere l’amicizia a chiunque, non accettarla a chi sta loro sulle palle, attribuire al profilo nomi assurdi come “Antonio Bar Caffetteria Del Centro”, tagare gli amici in post su promozioni e sconti e tante altre cosettine poco simpatiche.

La pagina fan è davvero lo strumento più adatto? Certo che lo è.

  1. Con la pagina fan rispetti i termini e le condizioni di utilizzo del social network senza rischiare che Facebook, da un momento all’altro, sospenda il tuo account perché utilizzato per fini commerciali;
  2. La pagina fan ti permette di entrare in contatto con un numero illimitato di persone, mentre il profilo privato ha il limite delle 5.000 persone e questo comporta la perdita di chissà quanti potenziali clienti;
  3. Con la pagina fan tu non ti troverai a dover chiedere l’amicizia a nessuno e nessuno dovrà passare per il filtro della tua approvazione;
  4. Le pagine fan sono visibili ai motori di ricerca mentre il profilo privato No;
  5. La pagina fan, a differenza del profilo privato, ti consente di utilizzare uno strumento bellissimo, utilissimo e importantissimo se il tuo obiettivo è fare marketing: sto parlando di “Facebook Advertising”;
  6. La pagina Fan ti consente, attraverso la sezione Insight, di analizzare l’attività della tua pagina (numero di fan, la loro provenienza geografica, i dati demografici e tante altre informazioni statistiche delle quali non puoi fare a meno).

Se anche tu ti riconosci nella mia gelataia e se anche tu sprizzi entusiasmo per il tuo profilo privato aziendale, ti prego rileggi fino allo sfinimento quello che ho scritto in questi 6 punti e poi illuminati sulla via di Damasco. Se il problema persiste consultare un buon social media manager o consulente di web marketing (contattami).

Veniamo adesso agli altri errori più comuni che vengono commessi dalla aziende indipendentemente dall’utilizzo della pagina fan o del profilo privato.

Ci troviamo infatti ad un livello successivo rispetto alla scelta dello strumento con cui suicidare il proprio brand.

Infatti ci sono diversi modi per farsi del male, ma da quando qualcuno ha detto in giro che internet è una figata e che solo gli sfigati non hanno facebook,  o ancora che l’importante è esserci, si sono viste cose che voi umani neanche immaginate.

Eccone alcune:

  1. Utilizzo di immagini ad cazzum e pure di pessima qualità, magari senza uno straccio di testo che dica il perché si è scelto di comunicare qualcosa in quel modo;
  2. Pubblicare post di natura personale: al mare con la famiglia, al bar con gli amici e altre cose inutili e che possono diventare pericolose;
  3. Utilizzare la pagina aziendale per esprimere opinioni politiche, condividere post di politici o altro di simile (come intenzioni di voto);
  4. Utilizzare la pagina aziendale per condividere post cattura link di altre pagine, delle serie “se sei incaxxato condividi!1!1!”;
  5. Scrivere in italiano (si per dire) poco corretto;
  6. Tagare gli amici in post su sconti o promozioni;
  7. Invitare a mettere mi piace cani e porci, persone che vivono in Inghilterra, parenti degli amici e persone a cui non può interessare se non di meno del nostro prodotto o servizio (quindi, persone non in target).

Il mio articolo può sembrare ironico, ma nessuno di questi errori fa davvero ridere.

Portare la tua azienda su internet è una cosa seria. Decidere di aumentare la visibilità del tuo brand attraverso il web (questo vale per aziende piccole, medie e grandi) comporta quanto meno che si sia fatto uno studio, presuppone che tu abbia una strategia di web marketing e che tu abbia chiare potenzialità e rischi di ogni strumento che utilizzi.

 

 

 

 

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