Web Marketing Per Avvocati: è (im)possibile?

Web Marketing per Avvocati: è (im)possibile?

Non so dirti con certezza se quello tra gli avvocati e il web marketing sia davvero un amore impossibile. Quello che so dirti però è che si tratta di una relazione complicata, che se fosse un matrimonio ad un certo punto verrebbe da dire che ahimè,  ” la convivenza tra i due è divenuta impossibile e nulla si può fare allo stato attuale per evitare la separazione”.

In questo caso la legge non viene in soccorso per dirimere la controversia, infatti, le stringenti regole deontologiche – ogni tanto smussate da mamma Antitrust – limitano gli avvocati che vogliono affacciarsi al mondo 2.0.

Cari Avvocati, sono convinta che alla base della vostra diffidenza verso le strategie di marketing online, vi siano due ragioni su tutte:

1) Nessuno vi ha mai fatto capire l’importanza del web marketing;

2) Voi e il Web Marketing parlate un linguaggio totalmente diverso;

Ed ecco che arrivo io che ho avuto il privilegio  di conoscervi  da vicino e che conosco abbastanza il web marketing da permettermi di darvi alcune dritte.

Ma andiamo con ordine.

Il lavoro c’è, ma è ormai ripartito in piccole porzioni in un mercato sempre più saturo. Accade che aumentino i gratuiti patrocini e diminuiscano in maniera significativa i clienti che pagano.

Colpa della crisi?  Non credo.

La litigiosità è sempre in aumento e di conseguenza lo è la anche richiesta di un valido difensore.

E l’offerta?

Cosa hai fatto fino ad oggi per differenziarti dalla concorrenza?

Ti sei chiesto cosa puoi fare per acquisire nuovi clienti e sopratutto, cosa puoi fare per avere un certo tipo di clienti?

Ti sei accorto anche tu che il passaparola tra clienti e amici non basta più?

Una bella professione come quella dell’avvocato rischia di diventare un incubo se non ti da le giuste soddisfazioni, in particolare quelle economiche.

Mandare avanti uno studio legale ha dei costi importanti, poi ci sono le tasse, la tanto temuta cassa forense, la segretaria, gli anticipi spese spesso a tuo carico e alla fine non ce la fai più!!

Ti riconosci? Bene, anzi… male!

In Italia ci sono ben oltre 27 mila avvocati iscritti all’albo. Tra questi ci sei anche tu. Però se tu sei come gli altri 27 mila mi spieghi perché il cliente dovrebbe preferirti ad un altro?

Perché è risaputo che sei il migliore sulla piazza? Per la tua esperienza? O ancora perché i tuoi clienti fanno un buon passa parola?

Abbiamo appena detto che il passa parola non è più sufficiente, inoltre, in questo modo tu non sei in grado di verificare che genere di cliente busserà alla tua porta: un cliente che può permettersi di sostenere la parcella o un cliente da gratuito patrocinio? Posto che quest’ultimo è un diritto sacrosanto per i clienti, ma io te sappiamo bene cosa comporta per le tue tasche ed è per questo che mi permetto di farti notare la differenza.

Il primo passo che devi fare è trovare una nicchia di mercato nella quale specializzarti.

Il tema della specializzazione degli avvocati è contro intuitivo e nessuno riesce a coglierne le potenzialità.

Dimmi un po’, se devi far riparare la caldaia in casa tua chiami l’idraulico che ha l’assistenza specifica per la tua caldaia o il tuttofare che abita al piano di sotto?

Fai attenzione, con questo non voglio dirti che se ti specializzi in diritto penale tributario e ti arriva un cliente con un ricorso per una multa presa in doppia fila tu non lo debba fare. Voglio dirti che non devi posizionarti sul mercato per colui che fa tutto purché sia.

Stai pur certo che con il passare del tempo, l’amico del cugino con il ricorso per la multa presa in doppia fila non si presenterà nemmeno nel tuo studio legale.

Questa è un premessa importante per poter proseguire la nostra chiacchierata.

Infatti sulla questione specializzazione e nicchia di mercato siamo ancora offline.

Ora apro la porta del mondo 2.0.

L’avvocato 2.0  abbandona per un attimo i tanto carini biglietti da visita, accorcia le distanze comunicative con i potenziali clienti e crea un bel sito internet (non un sito vetrina ma un Blog), una pagina Facebook, un profilo Linkedin e poi -perché no- anche un profilo Twitter.

Si, lo so. Stai pensando che la tua è una professione sancita nella Costituzione, che questi strumenti rischierebbero di comprometterne il decoro e che “non siamo mica in America”.

Stop. Non cadere nella trappola della paura.

E’ legittimo il tuo timore. D’altronde ci metti  la faccia e non vorresti mai e poi mai renderti ridicolo.

Non lo vorrei nemmeno io, fidati.

Ti dico sin da subito una cosa importante: non perdere tempo e soldi per la creazione di un sito vetrina. In questo modo finiresti per buttare dalla finestra i tuoi soldi, la visibilità sarà pari a zero e non acquisterai nessuna autorevolezza. Al massimo chi ti troverà per caso su Google (e se ti troverà) avrà l’indirizzo del tuo studio, ma non è detto che verrà da te o che chiami la tua segretaria per fissare un appuntamento.

Nulla in quel sito vetrina potrebbe stimolarlo a scegliere te piuttosto che un altro tuo collega.

Cosa pensi che ci sia di sbagliato in un Blog dove offri chiarimenti gratuiti – sotto forma di articoli- su argomenti giuridici di cui la gente parla spesso (mi viene in mente Equitalia, le condizioni di una separazione o di un divorzio e tanto altro).

Presenteresti  il tuo studio legale ed il tuo staff e potresti anche ricavare uno spazio per le testimonianze dei tuoi clienti soddisfatti che di certo non ti mancano.

Immagina una pagina Facebook collegata con il tuo Blog nel quale puoi interagire con chi ti legge.

La creazione di relazioni sui social media è uno dei pilastri portanti di una buona strategia di web marketing.

Inoltre, accorceresti le distanze tra l’austera figura del legale difensore e l’uomo della strada che ha bisogno della tua competenza e questo ti differenzierebbe ulteriormente dagli altri tuoi colleghi lasciando intaccato il decoro della tua professione e la tua dignità.

L’ultimo argomento di cui voglio parlare con te oggi, è la diversità di linguaggio che ti allontana dal web marketing.

La giusta comunicazione è un altro pilastro portante per una buona strategia di web marketing.

Devi individuare il tuo cliente ideale e comunicare con esso in maniera semplice, chiara e diretta.

Almeno il 90% delle pagine Facebook gestite da tuoi colleghi pubblicano post di riviste e quotidiani giuridici online ottenendo in questo modo la sola visibilità dei colleghi concorrenti.

Per capire meglio, immagina Zia Maria leggere un articolo di studio cataldi sull’ultima pronuncia delle Sezioni Unite e dimmi cosa può capire?!

Sicuramente Zia Maria non aprirà nemmeno il link.

A quel punto, capisci anche tu che quell’attività su Facebook è totalmente inutile per la tua professione.

Ti ho incuriosito?

Ti ho chiarito qualche dubbio.

Non pensare che il tuo settore sia differente.

L’unica differenza sono i limiti posti dal codice deontologico, ma credimi, si può applicare una buona strategia di marketing online nel pieno rispetto di quelle norme.

Sono a tua disposizione per qualsiasi curiosità o chiarimento.

Paola Rais

 

 

 

 

 

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